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05 - 12 - 2012
Ed ecco il lieto evento, è nata un'aragosta blu!!!
Perché l'aragosta blu? Intorno a giugno del 2012 fu pescato un'esemplare di aragosta blu in Nuova Scozia, Canada. La probabilità di trovarne una è all'incirca una su due milioni. Il particolare colore è dovuto a un difetto genetico del pigmento del carapace, un po' come le tigri o i leoni albini.Mi sembrava quindi carino identificare il mio blog come qualcosa che va oltre le solite ricette di cucina. Qui si parlerà di tecniche, di cucina della nonna, di metodi dimenticati, di cene a tema per stupire, di etnico, di preparazioni fatte in casa. Tutto quello che riguarda la cucina in un discorso un po' più vasto e diverso dal solito.Condividerò quindi 20 anni circa di ricerca, di studio, di osservazioni e di tanta passione. Adesso accomodatevi e prendiamoci un caffè...

domenica 1 settembre 2013

Temari sushi Black Venus




"Soffio d'estate, come foglia nel vento, i miei pensieri" (Haiku by Bluaragosta)



     Una ricetta molto ma molto particolare, che ha tutte le intenzioni di partecipare a uno stranissimo e particolare contest che nasce dal sito di Cascina san Cassiano. Cascina San Cassiano fa parte delle mie collaborazioni da quest'inverno, anche se definire "collaborazione" sarebbe riduttivo perché li considero amici. 

     E' con loro che ho fatto la mia primissima intervista e da quel momento è rimasto un bellissimo rapporto. Quindi appena ho saputo del contest non potevo evitare di parteciparvi, anche se all'inizio mi ha creato non poche difficoltà: un contest che si chiama "birra, sushi e cappuccino" mette alla prova qualsiasi food blogger, e siccome amo le sfide ho accettato all'istante!

     Non mi preoccupo perché in genere non vinco mai niente, ma caspiterina se mi sono divertita a partecipare!!! Fra l'altro era la prima volta che mi cimentavo nel sushi quindi ero molto agitata, ma la cena della sperimentazione del piatto è stata un successone, per cui vittoria o non vittoria, ormai ci siamo tutti divertiti!!!

     E per la prima volta sono riuscita (spero!) a comporre un Haiku, al quale mi sono affezionata immediatamente perché mi rispecchia molto. Spero di essere riuscita a rispettare i canoni della poesia nipponica.

     Ma veniamo al piatto: mi si chiedeva "birra, sushi e cappuccino"? Bene, ecco qui: un piatto composto appunto da birra, sushi e cappuccino! Siccome il contest è con ingredienti particolari, ho voluto provare a creare un sushi "classico ma differente", chissà se ci sono riuscita.

INGREDIENTI:
per 4 persone

per il riso da sushi:
  • 2 tazze di riso venere
  • 2 tazze d'acqua
  • 4 cucch. di aceto di riso
  • 2 cucch.ni di zucchero
  • 1 cucch.no di sale
per  il pesce:
  • scampi
  • rana pescatrice
  • uova di salmone
per la crema d'aringa:
  • 2 conf. di aringhe affumicate
  • 1/2 cipolla
  • 100 g. burro morbido a temperatura ambiente
  • pane bianco
per la birra:
  • birra d'abbazia scura
  • gelatina
per il cappuccino:
  • crema al cappuccino di Cascina San Cassiano
per il resto:
  • sale q.b.
  • radice di zenzero fresco
  • salsa di soia
  • wasabi

PREPARAZIONE:

     Quanti ingredienti!!! Dopo due mesi che cercavo di abbinare i vari gusti finalmente ho trovato qualcosa che mi soddisfaceva e devo confessare che non è stata una passeggiata! Mi sono preparata il giorno prima, perché intanto dovevo fare la gelatina di birra. Visto che il mio sushi è Black, ho optato per una birra scura d'abbazia dal sapore deciso che si è sposata benissimo col gusto un po dolciastro del riso. 

Il giorno prima:

     Metto 3 fogli di gelatina ad ammollare nell'acqua per 10 minuti. Passato il tempo, prendo l'equivalente di due bicchieri di birra e li metto in un pentolino. Ma che birra? ho optato per una birra d'abbazia scura fatta in casa dal mio compagno, appassionato homebrewer. Che fra l'altro si diletta a fare esperimenti vari. Infatti per questa birra aveva usato una miscela particolare di zucchero di canna che l'ha resa vellutatissima. DE'altra parte la scienza esige i suoi martiri e siamo stati costretti a bercela tutta, un sacrificio immane!!!
Ma continuiamo con la gelatina! Dovevo solo scaldare quel tanto per permettere alla gelatina di sciogliersi e incorporarsi bene alla birra, quindi niente bollitura ne cottura, non volevo snaturarla. Appena ho visto che si stava scaldando ho spento la fiamma, ho strizzato bene la gelatina, e l'ho aggiunta alla birra. Ho mescolato bene bene bene il tutto, in modo che la gelatina si sciogliesse e si incorporasse perfettamente a tutto, poi ho versato negli stampini e l'ho messa delicatamente in frigo. Trattandosi di uno stampo in silicone prima di versare la birra l'ho messo su un vassoio, e con quello l'ho messo in frigo, altrimenti una volta versata la gelatina come lo spostavo uno stampo in silicone che non è rigido?


     Preparo le aringhe affumicate, ma qui la preparazione è stata veramente minimale: ho aperto la confezione e le ho messe in una ciotolina e poi ricoperte di latte, e via anche loro in frigo.



     Adesso tocca al cappuccino: ho preso qualche cucchiaiata di crema al cappuccino di Cascina San Cassiano, che mamma mia... sembra nutella al gusto di cappuccino!! e l'ho messa nel congelatore in un contenitore. Non sapevo minimamente che risultato avrebbe avuto, ma ci ho provato!




     Fatto questo primo step, non mi rimaneva altro da fare che aspettare il giorno della cena, cioè la sera dopo.

La sera della cena:

     Inizio a preparare il riso per sushi, la mia paura era che il il riso venere non avesse la coesione necessaria ma per fortuna non è assolutamente andata così. Ho dovuto innanzitutto lavare il riso più e più volte fino a che non ho visto l'acqua abbastanza limpida, diciamo che l'ho risciacquato una decina di volte. L'ho messo in una ciotola e l'ho coperto d'acqua, e l'ho lasciato riposare per un oretta circa. Trascorso il tempo, ho messo il riso in una pentola e l'ho coperto d'acqua. Normalmente le dosi devono essere riso e acqua in uguali quantità o il 20% più di acqua. In questo caso, trattandosi di un riso a lunga cottura, ho messo quel 20% in più di acqua. Ho messo il tutto sul fuoco e ho aspettato che arrivasse a ebollizione, quindi ho abbassato la fiamma, ho incoperchiato, e ho fatto cuocere piano piano. 

     Per il mio riso ci sono voluti quasi 50 minuti sempre senza togliere il coperchio, (tranne una volta per assaggiare e vedere come era la cottura), ma avevo preso un riso venere un po particolare, in un negozietto che vende alimentari di nicchia, e sapevo che ci sarebbe voluto tanto. Col riso bianco la cottura è minore. Quando si è cotto, ho spento la fiamma e l'ho fatto riposare sempre col coperchio per una mezz'ora circa. 

     Dopo ho preso il riso, che ormai aveva assorbito tutta l'acqua, e l'ho posto in una ciotola, peccato non avere le classiche ciotole in legno per il sushi, sarà uno dei miei prossimi acquisti! Avevo preparato il composto di aceto, sale e zucchero e l'ho messo poco a poco nel riso mentre lo mescolavo e lo raffreddavo con un piattino di plastica (non avevo sottomano un ventaglio!). A quel punto il riso era pronto, ma l'ho lasciato un attimo da parte mentre preparavo l'ultimo componente, cioè la crema di aringhe, ma ci è voluto proprio un niente!

     Ho scolate le aringhe dal latte, le ho fatte a pezzettini ed ho tolto più lische possibili, poi non ho fatto altro che mettere le aringhe, il burro e la cipolla nel bicchiere del frullatore, e via. In caso di bisogno ho aggiunto proprio qualche lacrima dello stesso latte dove sono state a bagno, ed ecco il risultato!



     Gnammy!!! Ero veramente convinta di avere un risultato minore, ma questo sushi ha superato ogni mia aspettativa! 

     Che facciamo, componiamo il piatto?  Io ho optato per i Temari Sushi, che ho letto vengono usate per le occasioni festose, e quale occasione più festosa di questa? E poi mi piace la forma a pallina! Quindi facciamo i Temari Sushi:

mettiamo della pellicola trasparente su un tagliere



poi adagiamo il pesce che abbiamo scelto, io ho optato per la rana pescatrice cruda ma niente vieta di usare il classico tonno o salmone tagliato sottile.



una passata di wasabi sul pesce, poi aggiungiamo una pallina di riso



chiudiamo la pellicola tutto intorno e stringiamo per perfezionare la pallina



e la lasciamo in frigo a compattarsi mentre prepariamo il resto delle palline. L'ultima fatica è stata tostare il pane sulla piastra


spalmarlo di crema d'aringa e tagliarlo in due fettine lunghe e strette, volevo che simulassero le bacchette per il sushi. Il piatto è pronto: la mia pallina di temari sushi, il bottone di gelatina di birra scura, la classica piramide di wasabi, le bacchette di pane tostato con crema all'aringa, un bicchierino di gelo di crema cappuccino al quale ho aggiunto delle scagliette di zenzero, cupola di riso nero con una cascata di uova di salmone, e gli scampi. A parte avevo preparato salsa di soia e scaglie di zenzero.





     Ero titubante sulle aringhe e sul riso, ho davvero azzardato, anzi ero convinta che i sapori non si incastrassero l'un l'altro. Ma la sera della cena abbiamo scoperto che questo sushi non era buono, ma era celestiale, e diverso dal solito. Ho fatto un lavoraccio ma ne è valsa la pena. E' stato un tripudio di sapori: l'amarognolo della birra che si è sposata alla perfezione con l'aringa, il dolce gelo di cappuccino che mangiato dopo il sushi ti lasciava una sensazione di freschezza, la delicatezza e la bontà delle uova di salmone.

     Faccio gli auguri a me stessa e alle altre partecipanti per il contest che chiuderà il 6 settembre. Non so se vinco, ma intanto il sushi ce lo siamo finito con grande voluttà.

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