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05 - 12 - 2012
Ed ecco il lieto evento, è nata un'aragosta blu!!!
Perché l'aragosta blu? Intorno a giugno del 2012 fu pescato un'esemplare di aragosta blu in Nuova Scozia, Canada. La probabilità di trovarne una è all'incirca una su due milioni. Il particolare colore è dovuto a un difetto genetico del pigmento del carapace, un po' come le tigri o i leoni albini.Mi sembrava quindi carino identificare il mio blog come qualcosa che va oltre le solite ricette di cucina. Qui si parlerà di tecniche, di cucina della nonna, di metodi dimenticati, di cene a tema per stupire, di etnico, di preparazioni fatte in casa. Tutto quello che riguarda la cucina in un discorso un po' più vasto e diverso dal solito.Condividerò quindi 20 anni circa di ricerca, di studio, di osservazioni e di tanta passione. Adesso accomodatevi e prendiamoci un caffè...

domenica 28 luglio 2013

Sformato saporito di patate



"La patata dà più forza quando è cotta con la scorza" (antico proverbio del polesine)


     Una vecchia leggenda narra che i coltivatori di Quinoa (un cereale andino) dominarono per tanto e tanto tempo i popoli di altre terre per farli morire lentamente saccheggiando le loro razioni di alimenti, e avere così la supremazia. Allora Taya Inti, il Dio del sole, mandò Pachamac sotto forma di condor per aiutarli. Regalò loro delle sementi molto strane, tonde e carnose, e i popoli, ormai allo stremo delle forze, le piantarono anche se non sapevano cosa fossero. 

     Diventarono ben presto delle belle piante coi fiori viola, che i coltivatori dominatori scambiarono per dei bei fiori e li lasciarono lì, loro erano interessati solo al raccolto. Quando la quinoa maturò, questi coltivatori la saccheggiarono tutta per far morire di fame questi popoli ormai indeboliti, e questa povera gente chiese aiuto ai loro Dei invocando pietà. Una voce scese dal cielo e disse "togliete la terra intorno ai fiori e tirate fuori i frutti, perché li ho nascosti sottoterra per prendermi gioco degli uomini malvagi e aiutare i buoni". Il popolo fece come aveva detto il Dio e trovarono delle belle patate, con le quali ripresero rapidamente le forze e poterono scacciare gli invasori che non tornarono mai più.

     Sono da sempre affascinata dai miti e dalle leggende, perché hanno in se qualcosa di epico e di romantico, e forse sotto sotto anche qualche fondo di verità. Credo che le patate piacciano alla quasi totalità delle persone, ed hanno l'innegabile pregio di essere assolutamente versatili. Stasera, sformato di patate, che era un po' di tempo che volevo fare e fra una cosa e l'altra non facevo mai. E adesso forza al lavoro:

INGREDIENTI:

  • 1 kg. di patate
  • 200 g. di mortadella in un'unica fetta
  • 2 mozzarelle
  • olive verdi
  • 1 uovo
  • pan grattato
  • ricotta da grattugiare
  • pepe, sale, noce moscata, burro q.b.
  • forno a 170°
PREPARAZIONE:


     Iniziamo dalle patate: in pratica dobbiamo fare un purè. Io se posso non le lesso, perché diventano acquose, ma le cuocio a vapore con la buccia e poi le sbuccio, in modo da farle rimanere morbide ma non bagnate. Chi non potesse cuocerle a vapore può tranquillamente lessarle come si fa di solito, consiglio di lessarle con la buccia così assorbono meno acqua.

     Dopo che le ho lessate, le schiaccio, proprio come se facessi un purè.



Lasciamole raffreddare, nel frattempo preparo la mozzarella, le olive e la mortadella tagliati grossolanamente a coltello.




     Ovviamente snocciolo le olive e le trito anche loro. Non ho passato niente a frullatore, non volevo diventasse tutto una purea, ho semplicemente tritato a mano il tutto, in modo da far venire dei pezzettoni irregolari ma non piccolissimi. Fatto il tutto, ormai le patate si sono intiepidite, quindi metto mozzarella, mortadella e olive nella ciotola dove avevo le patate schiacciate.



     Aggiungo pepe, sale, e noce moscata (che io metto abbondantemente perché la noce moscata mi fa letteralmente impazzire, ma a chi non piace bypassi pure) e l'uovo intero, e mischio e amalgamo il tutto.


     Questo impasto è ottimo, ma veramente ottimo, per farci delle crocchette, per fare delle polpettine con un cuore di scamorza impanate e fritte, o per qualsiasi cosa suggerisce la fantasia. La mortadella dona un profumo splendido, la mozzarella regala la parte morbida e filante, insomma, è vero che è un piatto semplice e rustico, ma è proprio ma proprio buono!!!!

     E' arrivato il momento di metterlo in forno. Io mi sto trovando bene con le teglie di alluminio, quelle per fare la pizza, perché in questo caso l'impasto non era tantissimo. Ma se volessimo fare qualcosa di veramente "strong", facciamo molto più impasto di patate e degli altri ingredienti, e imburriamo e passiamo col pangrattato una teglia a cerniera, in modo da riempire col composto e che risulti alto almeno 4 dita, poi mi sapete dire!!! Io purtroppo non avevo molte patate al momento e mi sono dovuta arrangiare, ma fatto più alto è veramente delizioso!!! Comunque lo metto nella teglia di alluminio, non c'è bisogno in questo caso di imburrarlo e infarinarlo, spargo sopra uno strato generoso di scaglie di ricotta da grattugiare (l'ho fatta a scaglie perché è più sfiziosa) e tanti fiocchetti di burro.



     Siccome avevo delle belle olivone stavolta le ho aggiunte allo sformato, erano troppo belle e carnose per lasciarle da parte!


     E via in forno. Non ci vuole molto perché le patate sono già cotte, la mortadella deve solo insaporire e la mozzarella fondersi, io con molta calma l'ho lasciato 30/40 minuti, almeno finché non ho visto il formaggio sulla superficie ben brunito.



     Lasciatelo raffreddare, è importante per tagliarlo senza farlo sbriciolare (anche perché appena tirato fuori dal forno è immangiabile da quanto è caldo), fate delle fettine e gustatevelo: è veramente buono!!! Un piccolo trucchetto? Preparate un grosso quantitativo di questo impasto, tipo con 5 kg. di patate, ovviamente con gli altri ingredienti proporzionati, e fate delle mini porzioni da 2 persone con delle piccole teglie d'alluminio, e mettetele in congelatore coperte. Quando ne avrete voglia, passatele in forno caldo (essendo congelato ci vorrà un poco di più) oppure scongelatelo a microonde e poi passatelo in forno a gratinare, e avrete a portata di mano una delizia per quei giorni nei quali "proprio non si ha voglia di stare ai fornelli!!!"


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