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05 - 12 - 2012
Ed ecco il lieto evento, è nata un'aragosta blu!!!
Perché l'aragosta blu? Intorno a giugno del 2012 fu pescato un'esemplare di aragosta blu in Nuova Scozia, Canada. La probabilità di trovarne una è all'incirca una su due milioni. Il particolare colore è dovuto a un difetto genetico del pigmento del carapace, un po' come le tigri o i leoni albini.Mi sembrava quindi carino identificare il mio blog come qualcosa che va oltre le solite ricette di cucina. Qui si parlerà di tecniche, di cucina della nonna, di metodi dimenticati, di cene a tema per stupire, di etnico, di preparazioni fatte in casa. Tutto quello che riguarda la cucina in un discorso un po' più vasto e diverso dal solito.Condividerò quindi 20 anni circa di ricerca, di studio, di osservazioni e di tanta passione. Adesso accomodatevi e prendiamoci un caffè...

sabato 25 maggio 2013

Purea di fave secche



"Quando le fave sono in fiore, ogni pazzo è in vigore" (Proverbio italiano)


     E piove..... ancora pioggia.... Dovremmo essere lì lì per tirare fuori i costumi da bagno ma siamo ancora indecisi se mettere via il cappotto. Dovremmo fare insalatone e cibi freschi, e invece viene voglia di cosine calde che ci riscaldino per bene. 

     E infatti l'altra sera mi era venuta voglia di qualcosa di molto ma molto rustico, e caldo, e invernale. E per cambiare ho fatto una cosa che mi piace da sempre, cioè la purea di fave secche. E' un mangiare molto semplice, quasi primordiale, ma ogni tanto si ha voglia proprio di questi gusti, una specie di ritorno alla natura e alla semplicità. 

INGREDIENTI:
per 4 persone
  • una confezione da 500 g. di fave secche
  • salvia e rosmarino
  • acqua q.b.
  • sale, pepe  e olio q.b.
PREPARAZIONE:

     La notte prima mettiamo le fave a bagno in una ciotola con acqua, come tutti i legumi secchi hanno bisogno di essere ammorbiditi lasciandoli a bagno per una notte. Il giorno dopo le scoliamo, le sciacquiamo, e le mettiamo in una pentola. Aggiungiamo tanta acqua quanta ce ne vuole per coprirli del tutto, e accendiamo il fuoco. 





     NON aggiungiamo sale, che va aggiunto solo a fine cottura. E il grosso del nostro lavoro è finito, perché l'unica cosa che dovranno fare le nostre fave è continuare a cuocere a fiamma bassissima fino a che non saranno diventate una purea. Controllate durante la cottura, giusto per vedere che l'acqua non sia evaporata troppo se no si rischia di farle attaccare alla pentola e bruciarle, e ogni tanto diamo una mescolatina. Mettiamo gli aromi dopo una mezz'ora circa di cottura, e continuiamo a cuocere.

     Ed ecco dopo all'incirca un'oretta e mezzo di lenta, lentissima cottura (con un dispendio di energia veramente ai minimi sindacali) come si presentano.



      La purea non sarà liscissima perché rimarranno qui e là alcuni pezzettini di fave. C'è chi consiglia l'uso del miniper, una passata e diventa cremosa, io preferisco la versione rustica sentendo sotto i denti qualche pezzettino rimasto nella purea.

     E' d'obbligo servirla con un ottimo olio EVO e una spolverata di pepe, ed è un ottimo contorno a.... tutto quello che volete!!!


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